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Laura Davì – Nello Spazio Fa Freddo

Come è nata l’idea di questo progetto curatoriale?

Il progetto Nello Spazio FF è nato dall’Art School di Chippendale Studio di cui sono parte attiva nella didattica (photo editor). Luca Panaro, critico, curatore e docente a Brera e all’Accademia di Bologna, ha ideato Chippendale nel 2013, un progetto didattico sull’arte contemporanea basato sull’idea dell’incontro ravvicinato e dello scambio orizzontale del sapere, che si articola in proposte diverse: accanto all’Art School, il programma semestrale di studi sull’immagine, propone Workshop, Dummy Photobook, Ritrarre Luoghi e nuovi linguaggi dell’Editing, incontri One to One, Talk e progetti per le aziende.
Ci si ritrova così attorno a un tavolo, che se in origine era un tavolo in stile Chippendale, da qui il nome, oggi è più facilmente un tavolo virtuale, un incontro online.
Il tema dell’Art School 2019-2020 era: Periferico Globale. Con gli studenti dell’Art School siamo partiti dall’osservazione delle case igloo del quartiere Maggiolina di Milano, in cui si trova lo Studio, e abbiamo elaborato una serie di associazioni mentali. Dal periferico quartiere siamo arrivati all’universo globale. Igloo non solo come modello abitativo, quindi, ma soprattutto come struttura elementare capace di contenere diverse valenze. Nello Spazio Fa Freddo vuole così evocare lo spazio astronomico, popolato da corpi celesti in equilibrio dinamico, e lo spazio fisico, inteso come distanza e isolamento. (Nello Spazio Fa Freddo è nato in pieno lockdown). L’esposizione, collettiva e multimediale è frutto di questi incontri. “Nello Spazio fa Freddo trasforma così Chippendale Studio in una caverna dove l’immaginazione viene lasciata libera di agire, in una sala di consultazione multimediale dove un accumulo ordinato di materiali, che prendono corpo su differenti supporti, possono essere visionati e fruiti. All’interno di questo grande archivio aperto diviene possibile una lenta scoperta di un’infinita possibilità di relazioni tra i documenti-opere installati alle pareti e suddivisi in stazioni, tra i quali lo spettatore potrà provare a creare le sue personali analogie” (dal testo critico di Arianna Sollazzo).

Come avete scelto gli artisti?

Il gruppo di studenti dell’Art School 2019-2020 si è caratterizzato da una maggiore vocazione curatoriale rispetto ai partecipanti degli anni precedenti (anche se non sono mancati gli autori veri e propri). Abbiamo dunque cercato, come Chippendale, una nuova forma di conclusione del programma di studio che non fosse (solo) la messa in mostra di opere proprie. Ognuno di noi si è calato così nel ruolo di curatore e ha chiamato alcuni artisti a dare un’interpretazione della mappa concettuale con al centro la forma semisferica dell’igloo, frutto di associazioni mentali libere elaborate nei nostri incontri e disegnata poi da Giorgio Barbetta. Abbiamo chiamato in principio chi era stato a Chippendale come ospite, poi esteso l’invito ad altri fotografi curatori e artisti che lavorano con il video, illustratori, musicisti, attori e scrittori, lavorando sull’idea dell’accumulo e dell’archivio e alla ricerca di contaminazioni. Ecco perché è un’esposizione che richiede la partecipazione attiva dei visitatori che potranno guardare video, ascoltare audio vocali e musicali, leggere testi, sfogliare immagini ma anche dare acqua a una rosa di Gerico, comporre un puzzle e perché no? Giocare a biliardino!

Si tratta di un progetto sempre aperto a nuovi contributi, se un artista fosse interessato, come può candidarsi?

Da una prima cerchia di autori selezionati da noi curatori (Giorgio Barbetta, Chiara Caratti, Monica Cattani, Luca Panaro, Arianna Sollazzo, Ilaria Sponda e io) siamo passati a una call aperta a cui si può rispondere inviando una mail a chippendalestudio@gmail.com Le opere che arriveranno (in forma di immagine, video, audio, testo) saranno via via inserite nell’esposizione e si aggiungeranno così all’esposizione multimediale. Abbiamo dovuto necessariamente dirottare online a causa del covid-19 l’idea dell’esposizione che insieme avevamo immaginato al principio. Finora dunque il progetto Nello Spazio Fa Freddo ha vissuto nel web, come sito, e sui social. Dal 7 ottobre all’8 novembre 2020 sarà finalmente visitabile di persona, su prenotazione. Siamo nel circuito di Archivi Aperti organizzato da Rete Fotografia e tra gli eventi di Walk in Studio.

Info:

Wesite: Nello spazio fa freddo

IG: chippendalestudio

Facebook : chippendalestudio